HAPPY HOURLIGABUE TRIBUTE

HAPPY HOUR · LA STORIA

UNA STORIA
CHE CONTINUA.

Dalla prima sala prove ai grandi palchi. Le persone, gli incontri e le scelte che hanno dato forma agli Happy Hour.

2009 · Le origini

01Una sala prove, un’idea precisa

Prima dei chilometri, dei teatri e dei palchi affollati, c’è una sala prove a Correggio.

È il marzo del 2009 quando, al Muzik Station, Fabio Aleotti e Matteo Botti convocano Fabio Azzali per un provino. Il progetto è ambizioso: creare un tributo a Ligabue capace di trovare spazio in una scena già ricca di nomi, facendo della qualità musicale e della presenza scenica i propri punti di forza.

Azzali arriva dall’esperienza di un piccolo tributo “da garage”. Accetta la chiamata e riconosce in quell’idea qualcosa su cui vale la pena scommettere. Insieme ad Aleotti e Botti diventa uno dei tre fondatori degli Happy Hour.

Seguono mesi di prove, cambi di formazione e preparazione. Il primo appuntamento ufficiale arriva il 13 luglio 2009, alle piscine di Campogalliano, all’ora dell’aperitivo. Sul palco ci sono Fabio Azzali alla voce, Fabio Aleotti e Giuseppe Tinti alle chitarre, Matteo Botti alla batteria e Corrado Iori al basso.

La cura con cui viene preparata quella serata è già il segno di un’intenzione precisa. Il pubblico risponde, il concerto funziona e gli Happy Hour scoprono che il progetto può vivere anche fuori dalla sala prove.

Con le prime date arriva Alessandro De Filippi alla chitarra, destinato a diventare uno dei punti fermi della band. La storica serata al Red Lion Pub di Modena consolida quella prima sensazione: la strada è ancora lunga, ma è quella giusta.

2010–2011 · L’acustico e la nascita del Buon Compleanno Liga

02Due anime e una notte da ricordare

Nel 2010, durante una pausa nell’attività della formazione completa, Azzali e De Filippi cominciano a girare bar e piccoli locali con un set di chitarra e voce.

Le canzoni trovano una dimensione più raccolta, vicina alle parole e alle persone. Nasce l’anima acustica degli Happy Hour, una formula che attraverserà tutta la loro storia e che ancora oggi i due portano sul palco con il piacere delle prime volte.

Alla ripresa dei concerti elettrici, il calendario prende ritmo. Enrico Magnanini entra alle tastiere e, nel settembre 2010, la band affronta la prima trasferta ufficiale a Frassineto Po, in provincia di Alessandria. Comincia a cambiare la prospettiva: gli Happy Hour possono portare la propria musica sempre più lontano.

Il 2011 si apre con l’uscita di Fabio Aleotti, sostituito da Nicholas Merzi. Ma la svolta dell’anno arriva da un invito a suonare in una piazzetta di Correggio nel giorno del compleanno di Luciano Ligabue, davanti ai fan giunti da tutta Italia.

La pioggia sembra compromettere tutto. Il concerto viene trasferito al Room 77 e quello che nasce come un cambio di programma diventa una serata destinata a lasciare il segno.

Oltre trecento persone riempiono il locale. La band suona per più di tre ore, in un’atmosfera calda, sudata e travolgente. La vicinanza tra palco e pubblico trasforma il concerto in una festa collettiva.

Quando finisce, resta una certezza: quella serata deve tornare. Ogni anno, e con ambizioni sempre maggiori. Nasce così il Buon Compleanno Liga.

2012–2013 · I primi grandi palchi e il legame con Carpi

03La musica per ripartire

La band cresce anche attraverso i cambiamenti. Andrea Po prende il posto di Matteo Botti alla batteria; al basso si avvicendano Francesco Caliendo e, successivamente, Greta Marani. Il suono diventa più solido e le occasioni cominciano a moltiplicarsi.

Nel 2012 gli Happy Hour riescono a esibirsi al Vox Club di Nonantola. È una tappa importante: il progetto nato tre anni prima entra in un locale di riferimento per la musica dal vivo, aggiungendo un nuovo tassello alla propria crescita.

A marzo, il Buon Compleanno Liga approda al Palazzetto Enzo Ferrari di Carpi. Oltre cinquecento persone partecipano a un’edizione che consolida l’appuntamento. Nel 2013, con il ritorno al Palazzetto, comincia anche il percorso di beneficenza destinato a restare nel cuore dell’evento.

Pochi mesi dopo, il terremoto colpisce l’Emilia. Il territorio cambia volto e anche la quotidianità della band ne viene profondamente segnata.

Gli Happy Hour rispondono attraverso la musica. In collaborazione con lo storico pub Karl Stube, luogo di ritrovo dopo prove e concerti, organizzano una serata in piazza Re Astolfo a Carpi. È il 13 luglio 2012, anniversario del loro debutto. La piazza, rimasta in zona rossa, è stata da poco riaperta.

Il concerto è interamente autoprodotto. Ritrovarsi nel centro della città significa tornare a vivere un luogo, condividere una serata e riprendere, almeno per qualche ora, un’abitudine interrotta. Per gli Happy Hour diventa uno dei momenti più significativi del rapporto con la propria terra.

Nel frattempo Francesco Zucchi entra al basso. Nel 2013 comincia la collaborazione con Magix Promotion e il raggio delle trasferte si allarga lungo la penisola, isole comprese. Nuovi avvicendamenti portano nella formazione Francesco Regis al basso e Francesco Bevini alla chitarra.

Il Buon Compleanno Liga torna al palazzetto di Carpi per la terza edizione. Intorno aumentano i concerti, i chilometri e le persone che seguono la band: gli Happy Hour stanno costruendo il proprio nome, una serata alla volta.

2014–2016 · Il teatro, Riomania e l’incontro con gli archi

04Il tempo dei grandi palchi

Nel marzo 2014 il Buon Compleanno Liga entra al Teatro Comunale di Carpi. La band prepara uno spettacolo semiacustico e condivide il palco con Max Cottafavi, Mel Previte e Josè Fiorilli.

La serata registra il tutto esaurito e permette di raccogliere una somma importante da destinare ad APT Carpi. Da quel momento, il teatro diventa la casa di un evento che continuerà a evolversi.

Nello stesso anno arriva anche il Live Club di Trezzo sull’Adda, un altro passaggio significativo nella crescita degli Happy Hour.

Il 2014 e il 2015 sono stagioni intensissime. Grandi feste del Nord Italia e locali storici danno spazio alla band; soprattutto d’estate, il calendario tiene i musicisti lontani da casa per buona parte della settimana. Per alcuni di loro, la passione diventa una professione.

Nel 2015 arriva la prima esibizione a Riomania, davanti a un fiume di persone. La dimensione del pubblico rende evidente quanta strada sia stata percorsa dalla prima serata all’aperitivo di Campogalliano.

Con Luca Marchi stabilmente al basso, il suono si rinnova e cresce il desiderio di sperimentare. Prende forma uno spettacolo elettrico accompagnato da un ottetto d’archi tutto al femminile, ispirato alle atmosfere dei concerti di Ligabue all’Arena di Verona.

I musicisti della formazione impegnati negli studi al Conservatorio di Parma contribuiscono alla preparazione delle parti e degli arrangiamenti. L’esordio alla festa Piccantissima di Villa Guardia apre la strada ad altri appuntamenti, tra cui una versione con quartetto d’archi al Black Horse Pub.

Nel 2015 questa esperienza arriva in teatro per il Buon Compleanno Liga, con l’ottetto femminile del Conservatorio Arrigo Boito di Parma, e viene riproposta nel 2016. Gli archi ampliano il respiro delle canzoni e la band scopre un’altra possibilità espressiva: conservare l’energia del rock, aprendola a un suono diverso.

2017 · L’orchestra e il ricordo di Giovanni Fadda

05Il palco più grande, il momento più difficile

Dopo anni di concerti e trasferte, il tempo da dedicare all’organizzazione diventa sempre più difficile da conciliare con il lavoro e la vita personale.

All’inizio del 2017 Fabio Azzali decide di lasciare la voce degli Happy Hour. Il saluto viene fissato al Buon Compleanno Liga, che quell’anno si amplia con un appuntamento al teatro di Asti e, due giorni dopo, uno al teatro di Correggio.

A Correggio, insieme alla band, sale sul palco un’orchestra di venticinque elementi. È lo spettacolo più ambizioso realizzato fino a quel momento: anni di prove, incontri e idee trovano spazio in una serata carica di emozioni.

Al termine del concerto, Azzali passa simbolicamente il testimone a Giovanni Fadda, già cantante dei Bandaliga.

Il giorno successivo, Giovanni perde la vita in un incidente.

La sua scomparsa sconvolge la band. I programmi appena immaginati si interrompono e lasciano spazio a un periodo di silenzio, dolore e incertezza.

Ad aprile, Happy Hour e Bandaliga organizzano insieme un concerto in sua memoria. Due formazioni della stessa scena condividono il palco, unite dal ricordo di Giovanni e dalla musica.

Da quella serata nasce anche un’amicizia con Giuseppe Paino, già voce dei Bandaliga, che comincia a collaborare con gli Happy Hour come sostituto di Azzali quando i suoi impegni non gli permettono di esserci.

2017–2019 · Un ritorno e una nuova energia

06Ritrovare la propria voce

Per parte del 2017 la voce viene affidata a Fausto Sacchi, storico cantante dei Radiofreccia, ma la collaborazione non trova la continuità necessaria.

A settembre, dopo un concerto che vede Fabio Azzali nuovamente insieme agli Happy Hour, la band si ritrova intorno a un tavolo. È il momento di scegliere come proseguire.

Azzali rientra stabilmente, con un’organizzazione che tenga conto della sua disponibilità. Anche la formazione cambia: Enrico Magnanini e Francesco Bevini lasciano il gruppo, Gianluca Tagliavini, già tastierista della PFM, entra alle tastiere e Francesco Zucchi torna al basso.

Seguono due stagioni di grande energia. La formazione con una sola chitarra trova un equilibrio potente e compatto; Eugenio Cattini partecipa ad alcune date, diventando progressivamente una presenza ricorrente.

Nel 2019 il Buon Compleanno Liga al teatro di Carpi vede la collaborazione con Luciano Ghezzi, storico e compianto bassista di Ligabue. Un altro incontro prezioso entra nella storia della band.

Alla fine dell’anno si conclude la collaborazione con Tagliavini. Poco dopo, il mondo della musica dal vivo si ferma.

2020–2023 · Il silenzio e un saluto carico di emozioni

07L’ultimo concerto. O forse no.

Il 2020 porta la pandemia. Il Buon Compleanno Liga viene rinviato, le date estive scompaiono e la continuità costruita in oltre dieci anni si interrompe.

Per gli Happy Hour, come per tante altre band, l’assenza del palco lascia un vuoto difficile da colmare. Dopo quasi due anni senza un’attività regolare, arriva la decisione di fermarsi.

Il 2022 diventa l’anno del tour d’addio. Il saluto finale viene affidato a due serate al teatro di Rio Saliceto nel 2023, recupero del Buon Compleanno Liga previsto per il 2020.

Max Lugli, Anchise Bolchi e Max Cottafavi accompagnano la band in questi ultimi appuntamenti. Le serate scorrono tra musica e ricordi, fino agli abbracci, alle lacrime e alle pacche sulle spalle che sembrano chiudere un lungo capitolo.

Eppure, già il giorno dopo, qualcosa torna a farsi sentire.

La domanda è semplice: e se la storia non fosse finita?

Dal 2023 · La scelta di esserci ancora

08Ogni concerto, una festa

Fabio Azzali, Alessandro De Filippi e Andrea Po si ritrovano per parlarne. Decidono di continuare, ma con una condizione: cercare la migliore versione possibile degli Happy Hour.

Il nuovo equilibrio prevede meno date, meno pressioni e il piacere di suonare al centro di ogni scelta. Ogni appuntamento deve essere una festa, per i musicisti e per il pubblico.

Con loro ci sono Francesco Zucchi al basso, Eugenio Cattini alla chitarra e, quando gli impegni lo consentono, Roberto Chiodi alle tastiere.

Dal 2023 la band continua a proporre spettacoli elettrici, acustici e teatrali. L’esperienza rimane, insieme alla cura del suono e dello spettacolo; cambia il ritmo, per ritrovare il gusto di ogni singola serata.

2025–2026 · Due momenti da portare con sé

09Diciassette anni dopo, insieme a Luciano

La scelta di continuare apre la strada a nuove emozioni. Nel 2025 Fabio Azzali viene convocato direttamente dall’entourage di Ligabue per cantare nella serata che precede Campovolo, insieme ad altri sette cantanti di tributo.

Davanti a settemila persone, la voce degli Happy Hour prende parte a una festa che assume un significato speciale anche per la storia della band. Dopo tanti anni trascorsi a interpretare quelle canzoni, arriva l’occasione di farlo nel cuore di un appuntamento che riunisce il mondo di Luciano e il suo pubblico.

Il 12 luglio 2026 arriva un altro incontro atteso a lungo. Gli Happy Hour vengono chiamati in formazione acustica ad aprire la presentazione di un libro di Ligabue, alla presenza dello stesso Luciano.

Questa volta, oltre alla musica, rimane un momento personale: qualche parola scambiata insieme e una fotografia che, dopo diciassette anni di attività, acquista un valore particolare.

La storia era cominciata in una sala prove di Correggio, con tre musicisti e un progetto ancora da costruire. Diciassette anni dopo, una foto insieme all’artista che li aveva fatti incontrare aggiunge un nuovo ricordo a quel percorso.

All’orizzonte c’è il traguardo dei vent’anni. Gli Happy Hour continuano ad avvicinarsi nel modo che conoscono meglio: salendo sul palco e lasciando spazio alla prossima storia da raccontare.

12 luglio 2026 · Insieme a Luciano Ligabue
Foto: Giulia Mantovani